Panorama - Foto: Gian Piero Carboni

Natura e itinerari

Le attrazioni naturali da non perdere...

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Cala Dragunara

Cala Dragunara

La cala, situata in prossimità del promontorio di Capo Caccia, è circondata da una lussureggiante vegetazione mediterranea e si caratterizza per la trasparenza dell'acqua dal colore turchese-smeraldo. La profondità delle sue acque consente l'ancoraggio delle imbarcazioni che conducono alle vicine grotte di Nettuno.

Parco di Porto Conte

Un patrimonio universale. Il Parco Regionale di Porto Conte si sviluppa nel Comune di Alghero. Il suo territorio è caratterizzato da una grande varietà di ambienti di elevato interesse naturalistico per la presenza di specie animali di importanza comunitaria e di numerose specie vegetali endemiche. Al suo interno è compresa la foresta demaniale "Le Prigionette", una parte del Parco Geominerario della Sardegna, il SIC Capo Caccia e Punta Giglio e la ZPS Capo Caccia.
Panorama - foto: Gian Piero Carboni
Finalità del Parco di Porto Conte è assicurare una gestione unitaria al complesso degli ecosistemi di rilevanza internazionale, dallo stagno del Calich, alle falesie di Capo Caccia, Punta Giglio e Punta Cristallo, agli affioramenti permo-triassici di Porticciolo e Cala Viola, al sistema di grotte emerse e sommerse: un insieme di paesaggi unici in Europa.
Panorama - foto: Gian Piero Carboni
L'area di Porto Conte presenta segni d'insediamento, a partire dal Neolitico, con diverse testimonianze nuragiche (Palmavera, Monte Sixeri, S. Imbenia) e romane. Sono inoltre evidenti le testimonianze relative all'esperienza carceraria del novecento, costituite dal villaggio di Tramariglio e da numerose diramazioni, ma anche dalle numerose opere di rimboschimento, di cui rimangono vastissime pinete, oggi di grande interesse ricreativo.
Porticciolo

Grotte di Nettuno

Le grotte di Nettuno (in catalano Coves de Neptú), la cui lunghezza totale è stimata intorno ai 4 Km (anche se sono visitabili al pubblico solo alcune centinaia di metri), sono degli antri di origine carsica; sono situate a circa 24 Km da Alghero, nel versante nord-ovest del promontorio di Capo Caccia. All'interno delle grotte erose in milioni di anni dall'acqua dolce, è possibile ammirare il laghetto La Marmora (lungo 120 metri), le numerose colonne di stalattiti e stalagmiti e una piccola spiaggia un tempo meta delle foche monache.
Grotte di Nettuno - foto: Gian Piero Carboni
Per accedervi ci sono due possibilità: la prima attraverso la cosiddetta Escala del Cabirol (in catalano "la scala del capriolo"), una scalinata di 654 gradini che in uno strapiombo di circa 100 metri si arrampica lungo la parete del massiccio di Capo Caccia e scende dal faro direttamente all'imboccatura delle grotte; l'altra possibilità è via mare, con partenza dal porto di Alghero oppure dall'imbarco di Porto Conte, nel molo di Cala Dragunara. Questa seconda opzione, sebbene subordinata alle condizioni del mare spesso agitato dai venti di maestrale che spazzano la costa, è particolarmente consigliata per chi voglia visitare parte del litorale. Il servizio traghetti è attivo tutti i giorni in primavera ed estate e con frequenze minori in autunno e inverno.
Grotte di Nettuno - foto: Gian Piero Carboni

Stagno del Calich e Ponte Romano

Lo stagno del Calich ha una forma allungata ed è disposto parallelamente alla costa in località Fertilia. La sua superficie totale è di circa 100 ettari, la profondità cambia nelle diverse stagioni in rapporto agli afflussi di acqua dolce. Vi nidificano abitualmente numerose specie stanziali e di passo, talvolta è possibile ammirare il raro fenicottero rosa. Lo stagno è adibito all'allevamento di arselle, granchi, spigole e orate. È vietata la pesca sportiva nell'area in concessione demaniale.
Stagno del Calich, Ponte Romano
Sullo stagno è possibile ammirare i resti di un ponte romano anticamente utilizzato per l'attraversamento del tratto di confluenza tra lo stagno e il mare. In origine il ponte si sviluppava su 24 arcate, 10 delle quali (vale a dire quasi tutta la metà del ponte) furono distrutte intorno al 1930 durante i lavori di bonifica dello stagno.